Chapeau, Annie Ernaux

L’EVENTO – recensione

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No, non è ironia. L’inchino che le rivolgo è sincero. L’autrice de L’evento ci riporta agli anni Sessanta, quando l’aborto non si poteva neanche nominare, figurarsi praticarlo. Eppure diventa realtà, per una ragazza di ventitré anni, decisa a porre rimedio a ciò che considera un errore. Crudo, spietato e toccante, il racconto autobiografico della scrittrice è da Nobel.

Questo è un libro che può ledere la sensibilità di molte persone. Lo scrive persino lei, avvisa il lettore: non leggermi se non ce la fai, sembra dire. Si rende conto pienamente dell’effetto che le sue parole possono fare su qualcuno.

Lo hanno fatto anche a me, credo. In parte, forse. Alcune pagine, alcuni dettagli hanno provocato in me sentimenti contrastanti. Comprensione, in molti casi, ma anche sgomento, in altri. È così. E lo scrivo con quella stessa sincerità che ha usato Annie Ernaux nel mettersi a nudo di fronte a tutti, spaventata, arrabbiata con se stessa, ma consapevole e convinta di ogni sua decisione.

Lo faccio, dico di aver storto il naso dinanzi ad alcune frasi perché se non lo facessi, se nascondessi questa mia reazione involontaria, non le renderei giustizia.

Il coraggio che la Ernaux ha avuto nel raccontare una delle pagine più buie della sua vita (e dire che ne ha avute!) va rispettato, in toto. Anche quando non reggiamo di fronte alle scene più crude. Perché se leggerle provoca dolore, affrontare tutto questo non deve certo essere stato più facile, al contrario. L’autrice racconta ogni suo pensiero ed è spietata con se stessa, crudele. A volte anche troppo.

Se è vero che il cuore si stringe nel leggere alcuni passi, è vero anche che allo stesso tempo si prova una grande empatia nei suoi confronti. Nei riguardi, appunto, di una ragazza giovanissima, spaventata, che ha pagato caro un fugace momento estatico, che tante coetanee avevano avuto come lei, ma alle quali non è capitato lo stesso triste evento.

L’evento”, appunto, è ciò che accade a Annie quando sceglie che quel bambino non vuole tenerlo, che se ne deve liberare a tutti i costi, che proprio non ci voleva. “L’evento” è ciò che le accade in uno squallido bilocale, su un letto, a gambe aperte davanti a una anziana ex infermiera, solo perché nessun medico aveva accettato di aiutarla in modi meno truci. “L’evento”, ancora, è ciò che accade nel bagno del suo dormitorio qualche giorno dopo, quando la pratica adottata ha l’effetto desiderato.

Annie Ernaux racconta tutto nella maniera più cruda e veritiera possibile e chissà quanta fatica le sarà costata. Chissà che cosa avrà provato nel rivivere una delle esperienze più drammatiche della sua vita. Ma essere scrittori – essere scrittori bravi quanto lei, intendo – significa anche questo: parlare di cose scomode, raccontare verità inenarrabili e farlo con estrema franchezza, come lei ha saputo fare.

Ho sempre adorato questa scrittrice e la mia ammirazione esce rinnovata anche dopo la lettura di questo libro, forse ancora di più. Non è facile fare ciò che ha fatto, esporsi in tal modo, dar voce a chi ha vissuto la sua medesima situazione. A lei va la mia più assoluta stima.

  • L’EVENTO
  • Annie Ernaux
  • L’orma editore
  • € 15.00, pp. 113.

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