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#leBrevi – LETTURE DI AGOSTO

Agosto è stato un mese impegnativo (in tutti i sensi) e questo si nota anche dalle letture intraprese. Una certa predominanza di classici della letteratura latina la dicono lunga su uno dei motivi per cui le ultime settimane sono state senza dubbio intense: è in corso la preparazione di un esame alquanto tosto. Tre dei sei libri letti durante il mese non rappresentano la solita lettura di svago dunque, anche se devo dire che per almeno due di essi (Seneca e Cicerone), si è rivelata comunque molto piacevole. Meno quella di Ovidio, non tanto per lo stile quanto per i contenuti (lasciatemelo dire: Arte di amare, un corno!). Sorvolerei dunque su questi preziosi volumi, rimandando lo spiegone ad altra sede (ahimé) e mi limiterei a parlarvi dei tre romanzi scelti per intervallare lo studio della letteratura latina.

IL DIO DELLE PICCOLE COSE era uno di quei libri che desideravo leggere da tantissimo. Molti amici mi avevano parlato di questo romanzo in termini entusiastici, dunque non vedevo l’ora di approcciarmi ad esso. Devo dire la verità: sarà perché avevo la testa piena e la mente stanca, non l’ho apprezzato quanto mi sarei aspettata. Anzi, a un certo punto mi ha talmente annoiato da avermi fatto decidere di abbandonarne la lettura a metà. Non sono proprio riuscita ad andare avanti, non me ne vogliate. Lo riprenderò magari più in là, e forse la mia recensione sarà più positiva, chissà.

LA PERFEZIONE è un romanzo breve di Raul Montanari, autore che adoro e a cui sono legata da un ricordo in particolare. Il suo STRANE COSE, DOMANI resta tra i miei libri preferiti, quelli che conservo nel cuore. Ho apprezzato anche questo, il cui titolo è stato scelto da Aldo Busi proprio perché lo riteneva un romanzo perfetto. Montanari si fa leggere sempre molto volentieri, e il suo espediente di evidenziare le parole chiave all’inizio di ogni capitolo invita quasi il lettore a seguire una dopo l’altra le briciole di pane da lui disseminate, tenendo il segno della storia. “La perfezione” racconta il male assoluto, senza mezzi termini e, forse, senza neanche spiegarlo. Va spiegato, in fondo, il male? Uno scontro tra due killer fa da sfondo alla storia, ma a mancare è proprio la motivazione che li porta a fare ciò che fanno e a essere ciò che sono. Al di là di questa mia piccola, infinitesimale insoddisfazione, il romanzo è strutturato davvero in maniera esemplare, come un cerchio giottiano, che scorre lineare e senza sbavature fino a che la fine della linea curva non si ricongiunge finalmente al suo inizio.

MAI STATI COSÌ FELICI è il libro che ho amato di più, in assoluto. Più di settecento pagine passate in un lampo, anche troppo in fretta. Avrei voluto continuare a gustarmi la compagnia delle quattro piccole donne moderne, protagoniste del romanzo. Quattro personalità uniche, diversissime e per nulla scontate, che introducono il lettore all’interno della loro famiglia, raccontando la storia di ognuno dei membri che la compongono. Talmente bello che ho deciso di riservargli una recensione a parte, che uscirà nei prossimi giorni sul blog. Spoiler alert: Claire Lombardo è il top del top. Stay tuned.

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