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IL POMERIGGIO DI UN FAUNO, recensione

Il pomeriggio di un fauno è un romanzo controverso ma estremamente attuale, che ci pone di fronte a un dilemma: a chi credere?

Una donna, Julia, la cui carriera è ormai naufragata, decide di pubblicare un libro nel quale accusa un uomo potente con cui ha lavorato in passato di averla stuprata una notte di tantissimo tempo prima. L’uomo, Marco, si difende con forza, affermando di esserci andato a letto, certo, ma che il loro ménage sia stato del tutto consensuale: semplice sesso tra ubriachi al culmine di una giornata stancante. Nonostante i ricordi siano ormai annebbiati, si dice certo di aver avuto altri incontri con lei e di aver continuato, negli anni successivi, una proficua collaborazione professionale.

Tra l’incudine e il martello si pone l’io narrante, amico di entrambi, il quale sente di voler andare in fondo alla verità, affidandosi non solo ai racconti dei due, ma anche e soprattutto alle sue sensazioni sulla vicenda. Cos’è quel turbamento che prova? Perché non riesce a credere fino in fondo alle versioni che gli vengono fornite?

Siamo nell’epoca di Trump, quando l’America sta per essere sconvolta dalla vittoria del repubblicano, avvenuta contro ogni buonsenso e con grande sgomento di larga parte della popolazione statunitense. Ma è anche il periodo in cui il mondo di Hollywood viene messo sottosopra al grido di #metoo, manifestazione simbolo della lotta contro le molestie sessuali. Registi, produttori, uomini potenti vengono accusati di aver molestato le attrici, le quali, per ottenere ruoli importanti, premi, denaro, si sono sentite costrette a cedere al ricatto. Alcuni hanno giustamente pagato per i loro reati; altri hanno assistito inermi alla distruzione della loro vita e della loro carriera perché impossibilitati a dimostrare di non aver fatto nulla di sbagliato.

Dov’è la verità? Quest’ultima sembra essere la vera protagonista del romanzo, una verità fumosa, poco definita, che rimbalza dall’uno all’altra, adagiandosi poi in una densa zona grigia, dove difesa e accusa si scontrano, fino a distruggere ogni cosa.

James Lasdun, dopo La frattura, si conferma come un autore in cui l’introspezione psicologica dei personaggi gioca un ruolo fondamentale. La moralità di ognuno di essi cammina sul filo di un rasoio, in bilico tra giusto e sbagliato, tra menzogna e verità, mettendo alla prova il lettore e rimettendo in discussione ogni sua convinzione.

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