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#leBrevi – LETTURE DI LUGLIO

Mese di novità, quello appena trascorso. Mi sono dedicata alle uscite più recenti, alcune delle quali attesissime. Tutte diverse, tutte belle, questa volta.

Delle IMPERFETTE ho parlato in un articolo a parte (lalibrellula.art.blog/2020/07/15/le-imperfette-recensione/). Mi ha intrigato sin dal suo arrivo in libreria e non mi ha deluso affatto. Introspettivo ma scorrevole, serio ma leggiadro. Una scrittura fresca e leggera per trattare argomenti scomodi e delicati, eppure necessari. C’è persino un pizzico di noir sul finale, che non guasta per niente.

IL MALE DEL NORD è l’unico saggio di attualità a cui mi sia approcciata nelle ultime settimane e devo ammettere di averlo trovato piuttosto illuminante. Racconta, con tanto di dati e riferimenti storici, le ingiustizie di cui il Mezzogiorno italiano è sempre stato vittima e i pregiudizi che lo hanno sempre voluto inefficiente, incapace, pigro. Il tutto illustrato in chiave coronavirus. Attualissimo.

A #STODADIO, L’ENIGMA DI ARTOLE’ ho intenzione di dedicare una recensione a parte (la troverete prossimamente sul blog). Carmine Caputo non abbandona mai la sua ironia e il suo spiccato umorismo, anche quando c’è da indagare su un crimine perpetrato ai danni di una donna amata da tutto il paese. Chi può averle fatto del male? E per quale motivo? Lo scoprirà il maresciallo Luccarelli, con l’aiuto del suo amico Leo.

Dopo aver letto i primi due non potevo certo rinunciare alla lettura del terzo MOMENTI TRASCURABILI. Pillole esilaranti, aneddoti da leggere poco alla volta per farsi due risate e scoprire che, sotto sotto, abbiamo tutti le stesse nevrosi e ossessioni, che darebbero da pensare se non fossero così divertenti. Francesco Piccolo mi fa sempre venir voglia, a lettura ultimata, di stilare una lista dei miei Momenti trascurabili. Sono proprio tanti…

RICCARDINO mio l’ho atteso per un lunghissimo anno. Mi ha fatto ridere, mi ha fatto piangere, mi ha fatto ritrovare il mio amatissimo Camilleri per un’ultima volta. L’ultima indagine di Montalbano riguarda un uomo che viene assassinato per strada subito dopo aver telefonato, per sbaglio, al noto commissario. I soliti intrighi, i malumori di Salvo, le porte sbattute di Catarella, i “già fatto” di Fazio e un costante, originale, dialogo fra autore e personaggio, per un finale che sorprende e commuove. Bellissimo.

ECHI IN TEMPESTA… nooooooooooooo!!!! Christelle, amica mia, per quattro libri hai fatto passare a quei poveri Ofelia e Thorn le disgrazie più indicibili: odi e rancori, allontanamenti, prigionie, maltrattamenti, scelte difficili, aggressioni, mutilazioni, perdita di poteri (e di dita), fratture, cicatrici, bernoccoli, pericoli vari… e poi? SPOILER ALLERT: neanche alla fine regali loro una gioia? Eh no, Christelle. No. Eppure, nonostante il mio dispiacere e il desiderio di un finale diverso, alla Dabos e alla sua saga dell’Attraversaspecchi va il merito di avermi fatto avvicinare al fantasy, un genere letterario a cui non avevo dato abbastanza spazio in passato. Thorn e Ofelia mi sono rimasti nel cuore.

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